ELEZIONI COMUNALI DI PERUGIA, 25 MAGGIO 2014

La Grande Perugia

Partecipazione e democrazia per la rinascita della città

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QUADRO GENERALE

1. I numeri del declino della città
Perugia detiene il triste primato nazionale dei morti per droga: 28 decessi nel 2012 con una percentuale del 3,8% ogni centomila abitanti a fronte di una media italiana pari all’un per cento. Nel 2013 i morti per overdose sono stati 13.

Una percentuale di quattro volte superiore a quella nazionale è un dato drammatico sul quale, dopo l’omicidio Meredith, sono state svolte inchieste giornalistiche e trasmissioni televisive che tendono a drammatizzare la nostra città e a descriverla con toni sempre più foschi che non possono essere condivisi. Però il declino della città è tutto racchiuso in questo triste primato raccontato ogni giorno da stampa, televisioni e siti internet locali, nazionali e internazionali.

Oltre al dramma della droga, la città soffre di altri evidenti problemi per i quali, nella classifica del quotidiano ItaliaOggi sulla qualità della vita, Perugia in un solo anno ha perso diciannove posizioni ed è scivolata al 43esimo posto. Un declino registrato anche nella classifica de Il Sole24Ore che vede Perugia scendere al 50esimo posto e perdere 8 posizioni.

Preoccupante è il bilancio del Comune che registra un debito pari ad € 130.000.000, con un’incidenza di 760,76 euro a persona. Un deficit di bilancio che si è tradotto sia nell’aumento dell’IMU per l’abitazione principale (passata al valore massimo consentito dello 0,6%), sia in quello delle aliquote dell’addizionale IRPEF (passate dallo 0,7 allo 0,8%).

A tali dati occorre aggiungere quelli della raccolta differenziata che nel 2012 si è attestata al 54%, inferiore di undici punti rispetto a quanto previsto dalla legge (65%), con l’aggravante di un 20% di scarto che finisce comunque in discarica. A fronte dell’inadeguata gestione dei rifiuti, Perugia ha registrato nel 2012 la spesa annua più elevata dell’Umbria per i rifiuti, così come tra le più elevate è quella per i parcheggi pubblici. La rete idrica disperde circa il 34% dell’acqua, le isole pedonali sono pari a 0,1 metri quadri per abitante, mentre il verde urbano è pari all’1,2% della superficie comunale, rispetto alla media nazionale del 9,3%, mentre a Terni è del 21,8%.

La città è cresciuta con nuove cubature e nuovi insediamenti non adeguatamente pianificati, tanto da incrementare quella dispersione urbanistica ingestibile con i trasporti pubblici, con la conseguenza che Perugia è arrivata a detenere il primato italiano del tasso di motorizzazione, con l’Italia che detiene il primato europeo. A ciò occorre aggiungere l’elevata presenza della Grande Distribuzione commerciale che, in Umbria, è, anche in questo caso, tra le più alte d’Italia. La disordinata crescita delle periferie e dei centri commerciali è tra le principali ragioni del declino del centro storico: spopolamento, chiusura dei negozi di vicinato, spaccio di droga, aumento dei reati e dell’insicurezza.

Il declino della città è, inoltre, certificato nell’indagine che lo stesso Comune di Perugia ha commissionato alla Fondazione Cittalia dell’ANCI e presentato a dicembre nella quale si evidenziano i seguenti aspetti critici della città: perdita di attrattività di Perugia con calo delle iscrizioni anagrafiche e di quelle degli studenti universitari; invecchiamento della città; inquinamento dell’aria; incapacità di valorizzare le risorse paesaggistiche e architettoniche; tasso elevato di motorizzazione e inadeguatezza della pianificazione del trasporto pubblico; crescita della disoccupazione; flessione dei valori immobiliari; presenza di grandi contenitori immobiliari inutilizzati; riduzione della presenza media dei turisti; reddito medio inferiore alle altre città prese in considerazione; crescita dell’insicurezza urbana e un numero di reati superiore alla media.

2. Coesione sociale e legalità
Se le abitazioni sono la casa delle famiglie, la città nel suo complesso è la “casa della società”. La coesione sociale e quella familiare sono, quindi, condizioni primarie per il funzionamento delle città e per una sana e sostenibile crescita economica.

Il modello di sviluppo degli ultimi quindici anni di Perugia si è, invece, indirizzato verso una falsa modernizzazione, fatta di centri commerciali e dispersione urbanistica, che ha accentuato l’individualismo ed il consumismo, a scapito del senso di comunità e di appartenenza e dell’interesse pubblico. Il forte disagio sociale che ne è derivato, complice la grave crisi economica, si è manifestato in modo drammatico con il primato dei morti per droga, la diffusa insicurezza, la criminalità (anche organizzata), il vandalismo, la crescita del numero dei reati.

Il generale e quotidiano abbassamento del livello di legalità dovrebbe costituire una priorità civica, invece sembra che la nostra città non abbia più anticorpi per reagire al degrado sociale e nemmeno a quel familismo amorale e al malaffare che alcune inchieste della magistratura hanno segnalato.

Però, non può essere la magistratura (a volte pure distratta) o una pur potenziata presenza delle forze dell’ordine a risolvere questi mali di Perugia.

Quando il disagio sociale è così forte e la droga un fenomeno così diffuso, tutto ciò cessa di essere un problema di ordine pubblico ed assume la sua naturale dimensione di problema sociale la cui soluzione spetta alla buona politica, alla reazione della società civile ed alla partecipazione dei cittadini.

3. Democrazia e partecipazione
L’11 maggio 2007 nell’affollato teatro Pavone si è svolto un convegno contro il progetto di trasformare il Mercato Coperto in un centro commerciale che è stato il primo segnale di resistenza della città alle politiche di falsa modernizzazione. L’esito positivo del referendum sull’acqua pubblica del 13 giugno 2011 ha confermato la crescente sensibilità ambientale della città con il voto favorevole di 71.579 perugini.

Il ruolo dei singoli cittadini, dei comitati e delle associazioni perugine per contrastare una modernizzazione fatta di grandi opere, centri commerciali e dispersione urbana è stato determinante per limitare i danni.

Un nuovo protagonismo che va colto e sostenuto anche per far crescere quella necessaria condivisione delle scelte pubbliche ed altrettanto necessaria responsabilizzazione dei cittadini.

Occorre quindi ripartire dalla nuova forma di aggregazione spontanea presente sul territorio, costituita dai comitati sorti numerosi in questi anni, puntando a consolidarne l’esperienza, anche trasformandoli in veri e propri centri di aggregazione in ogni quartiere o zona della città, come stabile presidio di democrazia diffusa e partecipazione, nonché di tutela e valorizzazione dell’identità collettiva, sociale, ambientale e culturale.

C4. Una città intelligente, sostenibile e inclusiva
Con nuovi strumenti di democrazia ed affrontando con decisione il disagio sociale e la questione morale, Augusta Perusia può tornare ad essere la Grande Perugia.

Nella grave situazione economica e ambientale non basta sistemare i conti pubblici per uscire dalla crisi. Occorre invece cambiare il modello di sviluppo e lavorare nella prospettiva di un’economia verde fatta più di beni immateriali che materiali, più di manutenzione del territorio che di consumo e trasformazione, più di autostrade informatiche che di autostrade di catrame e cemento, più di riciclo che di consumo usa e getta.

Nella società della conoscenza, il motore dello sviluppo è quell’economia della conoscenza fatta di talento e beni immateriali che produce ricchezza senza nuove fabbriche e nuovo ciminiere, ma con nuove idee, creatività e innovazione che non inquinano né consumano il suolo ed il paesaggio (per essere concreti, l’uomo più ricco del mondo è Bill Gates, cioè una persona a capo della Microsoft che produce quei beni immateriali che sono i programmi per i computer).

Con la strategia “Europa 2020” la Commissione europea ha individuato tre motori di crescita per uscire dalla crisi economica. Il primo è quello di una crescita intelligente, al fine di sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione; il secondo di una crescita sostenibile, per promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva; il terzo di una crescita inclusiva, che promuova un alto tasso di occupazione e favorisca la coesione sociale e territoriale.

Una strategia che indirizzerà anche i finanziamenti che l’Europa concederà agli Stati con i prossimi fondi strutturali europei e che, in presenza di una forte riduzione della spesa pubblica italiana, è l’unica risorsa concreta a sostegno dell’occupazione e del lavoro sulla quale la nostra città e la nostra regione potranno contare.

Perugia ha la fortuna di possedere un grande patrimonio culturale, due Università, un’Accademia di Belle Arti ed un Conservatorio di musica che la rendono una realtà privilegiata per formare ed ospitare i talenti dell’economia immateriale, per inserirsi pienamente nell’economia della conoscenza e per meritare ed ottenere i previsti fondi europei.

5. La Grande Perugia tra Roma e Firenze
La crisi economica mondiale costringe a riconsiderare certezze e confini, in una realtà oramai globale. Ciò vale ancora di più per la nostra regione che è un territorio di recente costruzione amministrativa e di ridotte dimensioni. La candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019 è un’occasione importante, un obiettivo che, se raggiunto, costituirà un momento di crescita per la città.

Perugia, e con essa l’Umbria intera, deve però affrontare le nuove sfide allargando lo sguardo verso i territori vicini, cercando collaborazioni ed intese con le realtà regionali confinanti, con quel territorio più vasto con il quale condivide identità culturale e qualità della vita ed uno sviluppo fondato su un’imprenditorialità diffusa di piccole e medie imprese. Un territorio con un importante patrimonio culturale fatto di borghi e paesaggi, di storia, arte e cultura, di piccole e medie città d’arte con centinaia di musei e pinacoteche, parchi nazionali e regionali che ne costituiscono la vera ed irripetibile ricchezza.

Perugia ha trascurato in questi anni le dinamiche di riassetto istituzionale che, in epoca di risparmi della spesa pubblica e di riduzione degli enti, dopo aver riguardato i comuni (che si uniscono o si fondono), le province (che vengono svuotate) e gli uffici giudiziari (Giudici di Pace e Tribunali accorpati), arriverà a porre lo stesso problema per le regioni, con il probabile esito che una delle prime ad essere messa in discussione sarà la piccola Umbria.

Occorre, quindi, arrestare il declino che sembra trascinare la nostra città sempre più in basso, e lavorare per una Grande Perugia che abbia l’ambizione di diventare la città di riferimento di quel territorio dell’Italia centrale tra Roma e Firenze che potrebbe rimanere privo di adeguata rappresentanza politico-istituzionale.

6. Perugia città Capo-luogo di una macro-regione
Con la recente legge del 7 aprile 2014, n.56 è stata approvata la riforma delle province e la disciplina delle città metropolitane ed è destinata a ridisegnare l’assetto amministrativo italiano. Dalle dieci iniziali (Roma, Milano, Genova, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria) si è passati a diciotto città metropolitane (Brescia, Salerno, Trieste, Palermo Messina, Catania, Cagliari, Bergamo) per tornare, nella versione definitiva, alle dieci iniziali.

Le città metropolitane hanno un territorio che coincide con quello della provincia omonima e sommeranno funzioni comunali e provinciali. Nella relazione al disegno di legge approvato dal Parlamento si dice che la missione essenziale delle città metropolitane è quella di porsi alla testa della ripresa dello sviluppo e del rilancio del nostro sistema economico e produttivo, perché in queste aree sono collocati i nostri centri di ricerca di maggior peso e prestigio, le Università più avanzate, le strutture portanti del Paese.

Pertanto, le città metropolitane oltre a modificare gli attuali assetti istituzionali e amministrativi, saranno destinatarie di maggiori risorse e di maggiori occasioni di crescita economica.

E’ molto probabile che, da un lato il dibattito sul ruolo delle Regioni sui risparmi di spesa pubblica e dall’altro le inchieste sulla mala-gestione dei rimborsi dei gruppi consiliari, portino ad un ripensamento delle stesse regioni e che la piccola Umbria venga cancellata per essere smembrata (come nella previsione della Fondazione Agnelli: Terni con il Lazio, Perugia con la Toscana) oppure accorpata ad altra regione (Toscana).

Perugia vive una profonda crisi e, dopo aver registrato il ridimensionamento del settore manufatturiero negli anni ’90, dopo l’arresto (salutare) della bulimia edilizia registrato negli ultimi anni, dopo la forte riduzione delle iscrizioni all’Università e dell’indotto economico che ne derivava, rischia ora di perdere anche il ruolo e le strutture di Capo-luogo di Regione.

Occorre quindi prevenire un tale rischio lavorando per una Perugia Capo-luogo di una macro-regione del territorio dell’Italia centrale tra Roma e Firenze. Solo una Grande Perugia potrà scongiurare il rischio che la nostra città perda la dimensione e l’autorevolezza di Capo-luogo e sia ridotta a città marginale.

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PROPOSTE

1. La frammentazione del tessuto urbano ed il problema della sicurezza della città
Il tema della sicurezza è particolarmente sentito dall’opinione pubblica. Negli ultimi anni, Perugia è stata risucchiata in una spirale di delinquenza. In questo scenario, uno del problemi principali è legato allo spaccio e al consumo di droga. Nel corso del 2013, stando ai dati pubblicati dalla Polizia di Stato, nella sola Provincia di Perugia sono state eseguite 196 operazioni antidroga che hanno portato al sequestro di 96,681 Kg di sostanze stupefacenti e all’arresto di 205 persone. Nei primi due mesi del 2014, le operazioni sono state 49, gli arresti 75 ed i Kg di droga sequestrati 4,647. La maggior parte degli arrestati sono risultati di nazionalità straniera. Dal 2008 ad oggi, il numero delle operazioni antidroga compiute ed i quantitativi di droga sequestrati sono stati pressochè costanti segno evidente che neanche le Forze di Polizia sono riuscite ad imprimere una svolta alla lotta alla criminalità.

Riteniamo che il proliferare della delinquenza vada ricercato in tre principali motivi:

1) spopolamento del centro storico;

2) estensione incontrollata del tessuto urbano;

3) assenza di politiche idonee a contrastare il proliferare del sistema criminale.

Su questo punto, è precipuo compito dell’amministrazione comunale intervenire in maniera decisa attraverso l’adozione di politiche mirate.

Fin ad oggi, l’opera dell’amministrazione si è limitata ad affrontare l’aspetto nel momento patologico del fenomeno, delegandone, così, la risoluzione alla Magistratura e alle Forze di Polizia, alle quali è demandato solo un ruolo di controllo, di vigilanza e di repressione. Dal canto suo, il Comune poco ha fatto per affrontare il fenomeno nel momento fisiologico, cioè prima che assumesse dimensioni di elevato allarme sociale. Sarebbe stato, infatti, necessario mettere in campo tutte le iniziative necessarie per rendere ostile ai delinquenti il territorio e il tessuto sociale. Ciò non è stato!

Nonostante i tanti problemi esistenti, Perugia è composta da un tessuto sociale sano, fatto di persone responsabili e in grado di reagire ai fenomeni delinquenziali. L’amministrazione comunale, però, deve creare le condizioni per respingere con forza questi fenomeni. Perciò riteniamo necessario ripopolare il centro storico, adottando le politiche mirate, descritte nel relativo capitolo.

La sicurezza di Perugia deve essere, inoltre, avvertita anche fuori dall’acropoli. La delinquenza è spesso legata a disagi sociali, lavorativi, di integrazione, salvo i casi patologici di criminalità organizzata che vanno affrontati mediante l’intervento degli organi preposti.

Il Comune ha il dovere di intervenire per ridurre i disagi. Ecco allora che, in questa prospettiva, i Comitati di Quartiere, le associazioni, il mondo del volontariato, acquisiscono un’importanza fondamentale, perché rappresentano un presidio sul territorio atto a segnalare all’amministrazione comunale le criticità presenti nelle singole aree del Comune.

Verrà istituito un ufficio per la sicurezza, che avrà il compito di raccogliere tutte le segnalazioni, così da avere la mappatura complessiva dei fenomeni ai fini dell’applicazione delle misure più adeguate. Tale ufficio avrà, inoltre, il compito di fornire assistenza alle vittime di eventuali atti criminosi e sarà garantito dal personale attualmente esistente e senza oneri aggiuntivi per la finanza comunale.

A livello strutturale, bisognerà intervenire sulla pubblica illuminazione e sul miglioramento del sistema di videosorveglianza.

Bisognerà, infine, procedere ad una verifica puntuale delle abitazioni sfitte, al fine di verificare eventuali presenze di persone non dichiarate, che molto spesso alimentano il tessuto della devianza.

Particolare attenzione sarà dedicata alla zona di Via del Bellocchio e Via del Macello, da troppi anni oggetto di degrado e criminalità. Ma anche la zona dei ponti dovrà essere oggetto di massima attenzione. Per quelle aree, dovranno essere varate politiche di integrazione accompagnate da azioni di repressione dei fenomeni delinquenziali. Su questo fronte, la polizia municipale dovrà essere fortemente impegnata insieme alle Forze di Polizia.

2. Partecipazione, trasparenza e semplificazione
Il profondo cambiamento dell’assetto istituzionale in atto nel nostro Paese sta determinando una forte riduzione della rappresentanza popolare in seno agli Enti (sospensione delle Province, iniziative per la soppressione del Senato, dibattiti sulla riorganizzazione delle Regioni). La crescente sfiducia della Cittadinanza nei confronti della politica amplifica il distacco fra Comunità e Istituzioni.

In questo scenario, si rende sempre più necessario adottare modelli di partecipazione in grado di rapportarsi alla Cittadinanza non più come oggetti delle scelte dell’Amministrazione, ma come soggetti attivi in grado di incidere direttamente sulle scelte del Comune. Far condividere le decisioni, invece che imporle, ottenere il rispetto delle regole senza emettere comandi, prevenire i conflitti piuttosto che risolverli, costituiscono tendenze e tratti caratteristici dell’Amministrazione che vogliamo. La Cittadinanza deve ritornare ad essere protagonista del proprio destino, partecipando alle scelte strategiche della Città, fin dalla fase della programmazione.

La partecipazione e la trasparenza sono temi che il candidato a Sindaco Urbano Barelli ha sempre sostenuto e difeso nelle battaglie portate avanti in questi anni a tutela del territorio, del paesaggio e del patrimonio culturale della città. E’ noto il suo impegno per la partecipazione delle associazioni ai processi decisionali e per la trasparenza della pubblica amministrazione nonché i suoi scritti sull’argomento pubblicati su importanti riviste giuridiche. L’impegno è che nei prossimi cinque anni la democrazia sarà il fulcro dell’azione amministrativa.

Occorre ripartire dalla nuova forma di aggregazione spontanea presente sul territorio, costituita dai comitati sorti numerosi in questi anni, puntando a consolidarne l’esperienza e a trasformarli in veri e propri centri di aggregazione in ogni quartiere o zona della città, come stabile presidio di democrazia diffusa e partecipazione, nonché di tutela e valorizzazione dell’identità collettiva, sociale, ambientale e culturale. Saranno, dunque, istituiti i Comitati di Quartiere quali organismi di ascolto e raccordo con l’Amministrazione Pubblica, affinché le istanze del territorio possano trovare una rapida soluzione.

E’ necessario prevedere strumenti di partecipazione reale anche ampliando gli istituti previsti dalle vigenti leggi.

Verrà adottato il Bilancio Partecipato così da consentire ai cittadini di orientare l’azione amministrativa incidendo direttamente sulla destinazione delle risorse economiche del Comune.

L’utilizzo del Referendum Consultivo dovrà essere la via maestra per l’adozione delle scelte strategiche della Città. Si tratta di una pratica rivolta all’insieme della cittadinanza e la popolazione che manifesterà il proprio orientamento attraverso consultazioni referendarie diventerà determinante nelle scelte amministrative.

Verrà istituito un sistema di E-democracy, mediante la realizzazione di un canale web diretto con l’amministrazione, tramite il quale poter esprimere il proprio consenso riguardo alle scelte da adottare.

Ci proponiamo di incentivare la Banca del Tempo, presso il quale ogni cittadino potrà offrire la disponibilità a prestare la propria opera in azioni o progetti di utilità sociale. A tal fine il Comune si impegna a concedere l’utilizzo di locali e l’accesso ad eventuali servizi concorrendo all’organizzazione ed alla promozione delle iniziative.

Procederemo alla pubblicazione nel sito del Comune dell’elenco delle proprietà immobiliari municipali, loro utilizzazione con relativo nome dell’affittuario e relativo canone.

Il Comune dovrà mettere in rete l’attività svolta da ogni Eletto, le sue presenze/assenze, i suoi voti e l’iter di ogni suo atto amministrativo. L’agenda relativa agli impegni pubblici di Sindaco ed Assessori dovrà essere pubblicata sul sito del Comune.

La partecipazione non può prescindere dalla trasparenza della Pubblica Amministrazione. Il Comune di Perugia deve diventare una “casa di vetro”, all’interno della quale ogni cittadino può guardare al fine di vedere rispettati i principi di uguaglianza e di buona amministrazione costituzionalmente garantiti.

Per questo motivo è nostra intenzione riorganizzare la struttura del Comune partendo dall’attribuzione ai dirigenti di incarichi basati su competenza e merito, e non su “meriti politici”. Al riguardo, verranno adottati sistemi di rotazione degli incarichi.

All’interno delle Società partecipate dal Comune non sarà possibile nominare persone che sono state candidate e non elette alle presenti elezioni. Verrà, inoltre, stabilita una moratoria di almeno tre anni per coloro che dopo aver ricoperto una carica istituzionale (da sindaco a consigliere e/o assessore) vogliono partecipare ad una selezione nelle partecipate.

Sul versante della semplificazione, la nostra azione mira ad affermare il principio di legalità mediante un’opera di razionalizzazione ed accorpamento degli 84 regolamenti comunali che consenta al cittadino di avere una visione chiara della normativa.

A tal fine verrà istituito un ufficio per la semplificazione che avrà anche il compito di affiancare il cittadino nell’interpretazione della normativa comunale sì da guidarlo correttamente nell’iter amministrativo. Qualora ciò non dovesse risultare sufficiente sarà possibile rivolgersi al servizio SOS Sindaco al fine di ottenere un aiuto ulteriore.

3. Centro storico: ripopolare l’acropoli
Il centro storico di una Città ne rappresenta l’identità, la memoria e la continuità con il suo futuro. La particolare condizione orografica di Perugia attribuisce ad esso un valore specifico di posizione dominante, anche in senso fisico, sul resto della Città, anche se va recuperato il rapporto di continuità con i cinque borghi storici e soprattutto con i quartieri periferici, quel rapporto città- territorio che si è andato nel tempo degradando: una città nella sua interezza con le sue diverse peculiarità.

Il ruolo propulsivo ricoperto da Perugia nel corso della storia è andato, negli ultimi decenni, via via scemando, fino a svuotare il centro storico di persone e di contenuti. Si pensi per esempio al degrado che investe Piazza Grimana, relegata a snodo stradale assediato dal traffico nonostante la presenza di straordinari monumenti. L’Arco Etrusco, Palazzo Gallenga Stuart e la chiesa di San Fortunato sono ridotti a spartitraffico, sopraffatti dal caos di macchine e grandi autobus, minacciati dall’inquinamento atmosferico e acustico. Il campo da basket e il mercatino settimanale sopravvivono a stento alla diminuzione dei residenti e all’invasione degli spacciatori e dei tossicodipendenti.

Affinché il centro storico non rimanga un “vuoto a perdere”, è indispensabile adottare politiche in grado di attrarre nuovi residenti.

La nostra azione si articolerà in più settori che riguarderanno i servizi per i residenti, il trasporto pubblico del centro storico, l’ampliamento dell’offerta culturale, lo sviluppo di un turismo di qualità e sostenibile, l’adozione di misure volte all’insediamento di imprese produttrici di beni immateriali, la realizzazione della banda larga e lo sviluppo del settore artigianale e commerciale.

La vita dei residenti e del centro è oggi contraddistinta da innumerevoli disagi, come quelli legati al traffico, all’assenza di parcheggi riservati, all’insicurezza che si respira in ogni angolo, agli schiamazzi notturni, all’assenza di luoghi di incontro di qualità, al sostanziale abbandono del Mercato Coperto, solo per citarne alcuni.

Riteniamo, allora, necessario adottare misure concrete per garantire una qualità della vita dignitosa, partendo dalla istituzione, fra quelli già esistenti, di parcheggi riservati ai residenti.

Sul fronte dei trasporti pubblici è necessaria una riorganizzazione complessiva che consenta l’utilizzo di autobus di piccole dimensioni idonei ai percorsi dell’acropoli, meno inquinanti, meno costosi e più sicuri per l’incolumità dei pedoni. Dovrà essere potenziata la vigilanza notturna, così da garantire il rispetto delle regole con il giusto equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e le attività commerciali notturne.

Il centro storico, tuttavia, grazie anche al suo passato e alle sue bellezze è naturalmente vocato a diventare centro culturale della città, come già lo è stato prima del declino degli ultimi decenni. Al riguardo è compito dell’amministrazione incentivare l’utilizzo dei teatri, delle multisale, dei palazzi di pregio per lo svolgimento di manifestazioni di qualità. É necessario recuperare luoghi marginali, dove riportare la vita: esiste una Perugia nascosta, fatta di vicoli e piazzette, con i suoi cinque borghi, ricchi di storia e memorie, parte integrante della Perugia più nota e monumentale.

Il nostro patrimonio storico ed artistico, infatti, si presta ad essere il primo alleato della cultura.

La presenza di ben due Università, dell’Accademia di Belle arti e del Conservatorio musicale dovrà rappresentare un volano anche per la crescita dei giovani, ai quali dovranno essere offerti spazi di confronto e luoghi di studio, mediante l’incentivazione di caffè letterari e di biblioteche.

Il candidato Sindaco Urbano Barelli è da anni impegnato sulla rinascita del centro storico. É grazie al suo intervento che è stato possibile impedire la realizzazione dell’ennesimo centro commerciale all’interno del Mercato Coperto. Scongiurata l’ipotesi di trasformarlo in centro commerciale, il Mercato Coperto dovrà svolgere la triplice funzione sia di centro mercatale che di centro culturale e di intrattenimento d esposizione e di artigianato storico, incrementando così il ruolo che Perugia riveste di città dello studio.

Ci proponiamo di istituire e riqualificare uno spazio socio-culturale in centro storico, un luogo pubblico che possa rappresentare un luogo di aggregazione e confronto fra i cittadini, un punto di riferimento per i giovani, gli studenti e le associazioni.

Il centro storico sarà anche il luogo naturale dove sviluppare i temi e le attività legate all’economia della conoscenza mediante l’insediamento di imprese produttrici di beni immateriali (si pensi, ad esempio, alle imprese informatiche).

Tutto ciò dovrà essere agevolato dalla realizzazione di un sistema di banda larga (gratuita) da estendere il più rapidamente possibile nel tempo, anche al resto della città.

Dall’adozione dei provvedimenti sopra elencati trarrà vantaggio il commercio locale, che potrà contare su un’ampia platea di riferimento, ma ne risentirà positivamente anche la sicurezza. Siamo infatti convinti che le sole misure repressive non siano la strada maestra da percorrere: un tessuto sociale sano è senz’altro l’arma più potente per arginare il fenomeno.

Ricadute positive si avranno senz’altro anche sull’occupazione ed il lavoro per un nuovo sviluppo di commercio, artigianato e impresa.

4. Cultura
Perugia e le sue istituzioni culturali: una finestra sul Mondo.

Perugia ha la fortuna di possedere un grande patrimonio culturale, due Università, un’Accademia di Belle Arti ed un Conservatorio di musica che la rendono una realtà privilegiata per formare ed ospitare i talenti del domani.

Gli accadimenti degli ultimi anni e il senso di insicurezza ad essi connessi hanno, tuttavia, determinato una netta flessione dell’attrattiva di queste prestigiose istituzioni. Oggi bisogna ripartire!

Nella società della conoscenza, i luoghi del sapere e della formazione dei talenti sono determinanti per la crescita dei territori, considerato che il motore dello sviluppo è quell’economia del sapere fatta di beni immateriali, che produce ricchezza con nuove idee, creatività e innovazione. Con la strategia “Europa 2020”, la Commissione europea ha individuato nella crescita intelligente, sostenibile e inclusiva i tre motori per uscire dalla crisi sociale ed economica, una strategia che indirizzerà anche i finanziamenti che l’Europa concederà agli Stati con i prossimi fondi strutturali europei e che, in presenza di una forte riduzione della spesa pubblica italiana, è l’unica risorsa concreta a sostegno dell’occupazione e del lavoro sulla quale la nostra città e la nostra regione potranno contare.

Occorre creare una profonda sinergia fra Comune ed istituzioni culturali, mediante la realizzazione di iniziative comuni che possano rappresentare un’attrattiva soprattutto per giovani e studiosi. Per rendere ancor più forte il legame fra Comune e cultura verrà istituito il consigliere degli studenti che potrà partecipare alle sedute del Consiglio Comunale per garantire una rappresentanza qualificata.

In particolare, l’Università per Stranieri è e deve rimanere la finestra perugina sul mondo. Le iniziative e gli scambi che essa promuove devono trovare maggiore risonanza nella comunità cittadina.

Il recupero degli immobili storici sarà determinante. É nostra intenzione vocare la Rocca Paolina a luogo di cultura mediante la riorganizzazione degli spazi che dovranno ospitare iniziative culturali, così come l’ex carcere una volta acquisito al demanio comunale.

La cultura non deve però essere un’esclusiva del centro, deve invece riguardare necessariamente anche gli altri quartieri. É necessario prevedere strutture e iniziative in grado di coinvolgere gli abitanti in un percorso di crescita complessivo della Città, anche con il coinvolgimento e la valorizzazione delle associazioni e dei numerosi comitati locali esistenti, finora marginalizzati. Siamo convinti che non ci possa essere sicurezza, integrazione, solidarietà senza un’adeguata offerta culturale e sociale.

É necessario, infine, che il Comune sostenga ed agevoli l’intervento delle associazioni e dei privati nel campo culturale affiancandoli, per esempio, mediante un ufficio dedicato nella ricerca dei fondi europei. Anche in questo settore dovrà essere assicurata trasparenza e merito premiando e sostenendo i progetti culturali più meritevoli.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata al Festival del Giornalismo che è andato assumendo proporzioni sempre maggiori diventando un appuntamento di confronto e di scambio culturale per il mondo del giornalismo italiano.

Non vi è dubbio che dallo sviluppo del settore della cultura deriveranno ricadute positive anche in termini occupazionali.

Una crescita culturale ed inclusiva farà di Perugia una vera capitale della cultura.

5. Ambiente: Perugia città sostenibile
L’uso razionale delle risorse naturali e la salvaguardia dell’ecosistema globale sono presupposti essenziali per uno sviluppo sostenibile, assieme ad una crescita economica finalizzata ad un’equa organizzazione sociale. Da esso dipende non soltanto il benessere delle generazioni presenti ma anche e soprattutto quello delle generazioni future.

Lo sviluppo sostenibile rappresenta oggi non soltanto un dovere nell’ambito della tutela dell’ambiente ma anche una opportunità che Perugia deve saper cogliere. Sviluppo sostenibile significa, infatti, ben più di un ambiente pulito poiché esso è finalizzato a garantire una migliore qualità della vita dei cittadini, dalla gestione del ciclo integrato dei rifiuti alla manutenzione del territorio, dalla cura del verde pubblico alla qualità dell’aria.

Il Candidato Sindaco Urbano Barelli è da tempo impegnato in prima linea non soltanto su questi temi ma anche su quello riguardante la gestione dell’acqua in relazione al quale è stato fra i sostenitori del referendum del 2011.

5.1. Città del riciclo
Una corretta politica del ciclo dei rifiuti impone di procedere su un doppio binario: da un lato bisogna determinare una riduzione della produzione dei rifiuti e dall’altro è necessario prevedere un incremento del riciclo.

Perugia negli ultimi anni non è riuscita a realizzare un ciclo integrato in grado di trasformare i rifiuti da problema a risorsa. Per anni la raccolta differenziata ha stentato a partire e solo nell’ultimo periodo ha registrato un incremento, comunque, inferiore agli obiettivi di legge che prevedevano già al 2012 il raggiungimento del 65%.

Ciò ha comportato:

- tariffe troppo elevate rispetto al servizio offerto;

- consumo di suolo per lo smaltimento dei rifiuti in discarica;

- inquinamento dell’aria legato ai trasporti;

- mancati introiti derivanti dalla vendita dei rifiuti riciclati;

- perdita di opportunità lavorative legate al sistema del riciclo.

Una corretta gestione del ciclo dei rifiuti è oggi un imperativo categorico.

Noi ci proponiamo di raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero in linea con quanto auspicato dall’Europa nella direttiva 98/2008/CE che si prefigge di “aiutare l’Unione europea ad avvicinarsi a una «società del riciclaggio», cercando di evitare la produzione di rifiuti e di utilizzare i rifiuti come risorse”.

Per fare questo, riteniamo necessario innanzitutto procedere all’elaborazione di un piano di prevenzione comunale che possa incidere sulla riduzione della produzione di rifiuti. Occorre poi riorganizzare il sistema di raccolta estendendo il modello di raccolta domiciliare a tutto il territorio. Una raccolta differenziata di qualità rappresenta, infatti, la fase più importante per giungere ad un elevato sistemo di riciclo.

Fattore primo di questo cambiamento sarà l’istituzione di una tariffa puntuale basata sulla produzione effettiva del rifiuto indifferenziato, dal momento che il materiale differenziato costituisce una risorsa anche in termini economici per la pubblica amministrazione che può beneficiare degli introiti derivanti dalle convenzioni ANCI-CONAI.

Elimineremo completamente l’utilizzo delle stoviglie di plastica dalle mense comunali.

E’, altresì, nostra intenzione incentivare i mercatini dell’usato così da potenziare il sistema del riuso.

E’ indispensabile incrementare in ogni settore dell’amministrazione comunale il ricorso agli acquisti verdi. Tutti i bandi di gara inerenti la realizzazione di opere pubbliche dovranno prevedere il ricorso a materiale derivante dal riciclo dei rifiuti.

Il Comune si dovrà fare parte attiva per la realizzazione di un polo del riciclo, anche mediante l’adozione di misure legate alla fiscalità di vantaggio, che possa vedere direttamente coinvolte le imprese, così da implementare l’economia verde e creare, al contempo, nuove e necessarie opportunità lavorative.

Su questi temi il candidato a Sindaco Urbano Barelli è da tempo impegnato. Sul punto numerosi sono stati i convegni svolti, gli articoli pubblicati e le iniziative intraprese.

5.2 Manutenzione del territorio
La sicurezza territoriale ed ambientale del territorio perugino sarà una delle priorità dell’amministrazione comunale.

La conformazione morfologica del territorio, la presenza del Tevere, la cementificazione diffusa (da ultimo la cementificazione della nuova Monteluce), la presenza di industrie insalubri in luoghi naturalistici, rendono necessaria l’adozione di politiche mirate alla salvaguardia del territorio ed alla prevenzione di rischi ambientali ed idrogeologici, preservando quei brani di paesaggio rurale ad agroforestale ancora esistenti, minacciati da varianti al PRG (come avvenuto per l’edificio ADISU davanti a San Bevignate).

Si pensi, ad esempio, allo stato in cui versa il Sito di Interesse Comunitario Ansa degli Ornari nella zona ricompresa fra l’area di Ponte San Giovanni, Ponte Valleceppi, Pretola, Casaglia e S.Egidio, il quale, a tutt’oggi, è privo di un sistema di gestione e controllo. Vi è un evidente stato di degrado che interessa il sentiero pedonale del Tevere oltre ad una mancata manutenzione degli argini.

Ma la situazione è resa ancor più grave dalla presenza di industrie insalubri che, in un’ottica di razionalizzazione del tessuto industriale, andranno necessariamente delocalizzate.

Il Candidato a Sindaco Urbano Barelli è noto, infatti, non soltanto in Umbria ma anche a livello nazionale per le sue lotte a tutela dell’ambiente e del paesaggio.

I punti salienti dell’azione amministrativa saranno:

1. STOP alla cementificazione e sì alla manutenzione e al recupero sia del tessuto urbanistico che edilizio;

2. sì alla salvaguardia del paesaggio;

3. delocalizzazione degli impianti insalubri che minano il territorio e loro contestuale trasferimento in siti industriali;

4. attivazione del parco fluviale del Tevere;

5. incentivazione della rimozione dell’eternit iniziando da una trasparente ricognizione negli edifici pubblici, a partire dalle scuole.

Non vi è dubbio che la manutenzione e la salvaguardia del territorio rappresentano non soltanto una necessità non più derogabile ma contribuiranno anche a creare nuovi posti di lavoro.

5.3 Cura del verde pubblico
La cura del verde pubblico rappresenta un ulteriore elemento di criticità per la città di Perugia. A tal fine si rende necessario adottare un programma di manutenzione che garantisca la salvaguardia e la conservazione della vegetazione. Particolare attenzione verrà posta alla manutenzione e alla tutela dei parchi pubblici, affinché possano ritornare ad essere centro di aggregazione e di svago per la popolazione. Si pensi per esempio allo stato di degrado in cui versa il Parco Sant’Anna, ubicato a ridosso del centro storico, oppure allo stato di abbondano del Parco Santa Margherita, verde urbano anch’esso contiguo al centro storico. Bisognerà incentivare la presenza di verde negli interstizi urbani a cominciare dagli spazi intorno alle scuole, anche attraverso orti e giardini verticali.

É necessario, inoltre, regolamentare adeguatamente la concessione delle aree del Percorso Verde di Pian di Massiano per lo svolgimento di manifestazioni pubbliche, sì da impedire il degrado del sito.

È necessario, infine programmare azioni mirate di vigilanza per impedire l’abbandono incontrollato dei rifiuti lungo le scarpate e negli altri luoghi pubblici.

A tale riguardo, è intenzione dell’amministrazione coinvolgere anche il mondo del volontariato e dell’associazionismo.

5.4 Qualità dell’aria
La qualità dell’aria — bene primario per eccellenza, insieme all’acqua — a Perugia rappresenta un vero problema. Nel corso dell’anno gli sforamenti dei parametri normativamente fissati sono diventati sempre più frequenti e le azioni intraprese non sono state adeguate.

La salvaguardia dei livelli di qualità dell’aria passa necessariamente attraverso una rimodulazione dell’intero sistema della mobilità urbana, essendo il traffico il principale elemento inquinante. A tal fine occorre, innanzitutto, procedere ad un monitoraggio puntuale mediante il riposizionamento di alcune centraline di rilevamento dell’ARPA. In particolare, dovrà essere riposizionata la centralina di Fontivegge che è stata spostata a ridosso della linea ferroviaria e non registra più, come dovrebbe, l’inquinamento da traffico urbano. L’attenzione ulteriore dell’amministrazione si incentrerà sulla riorganizzazione dei trasporti, al quale è dedicato uno specifico punto del programma, nonché alle misure di riduzione degli inquinanti legati all’uso di caldaie domestiche.

6. Trasporto pubblico
Il sistema del trasporto pubblico locale costituisce una delle principali criticità del Comune di Perugia, sia sotto il profilo del funzionamento che del risultato economico-finanziario.

Le principali società partecipate dal Comune registrano perdite consistenti che evidenziano una gestione dissennata.

Alcuni dati: stando al documento “elenco partecipazioni di società di capitali” redatto dal Comune di Perugia ed aggiornato al settembre 2013, emerge che:

1. MINIMETRO S.P.A. nella quale il Comune ha una partecipazione del 70% ha comportato un onere complessivo sul bilancio del Comune di Perugia nell’anno 2012 pari a € 10.865.000,00, registrando una perdita di 123.255,00 euro;

2. UMBRIA MOBILITA’ nella quale il Comune ha una partecipazione 22,86% ha comportato un onere complessivo sul bilancio del Comune di Perugia nell’anno 2012 pari a € 12.305.629,96 registrando una perdita di 7.964.253,00 euro;

3. SASE S.P.A. nella quale il Comune ha una partecipazione 5,73% ha comportato un onere complessivo sul bilancio del Comune di Perugia nell’anno 2012 pari a € 57.307,80 registrando una perdita di 748.131,00 euro.

A fronte dei dati su esposti, il livello del trasporto pubblico è stato assolutamente insoddisfacente.

Il Comune ha cercato di porre rimedio ai buchi di bilancio con un aumento delle tariffe, ottenendo esattamente l’effetto opposto.

Per rilanciare il servizio noi formuliamo le seguenti proposte:

- abbassare le tariffe ed aumentare l’orario di durata del biglietto, così incentivando l’uso del mezzo pubblico;

- incentivare l’utilizzo dello snodo di Pian di Massiano per i collegamenti con il centro;

- riorganizzare la flotta utilizzando bus di piccola dimensione, più economici, ecologici e funzionali sopratutto per le tratte del centro;

- dovrà essere valutata la dismissione della partecipazione di Umbria mobilità se non verrà attivata immediatamente una sperimentazione di metropolitana di superficie della «ferrovia centrale umbra» tra Solfagnano ed Ellera.

Sul fronte del trasporto aereo, è necessario rendere l’aeroporto di San Francesco d’Assisi uno scalo strategico. Per fare ciò è indispensabile che l’aeroporto sia raggiunto dalla linea ferroviaria Ancona-Roma e da quella Ancona-Firenze.

La nostra azione avrà fra le sue priorità anche il circuito viario urbano ed extraurbano.

Per quel che riguarda il circuito urbano, è indispensabile prevedere un piano di manutenzione in grado di ridare dignità e sicurezza alle nostre strade. Quanto al circuito extraurbano, riteniamo fondamentale attivarsi per un’immediata messa in sicurezza della E45, abbandonando definitivamente il progetto di trasformarla in autostrada, come da anni chiede il candidato Sindaco Urbano Barelli.

Le risorse che residuerebbero dalla rimodulazione del progetto potrebbero essere destinate ad un’implementazione della rete ferroviaria che oggi risulta assolutamente sottodimensionata. La nostra amministrazione si adopererà per questo obiettivo che rappresenterebbe anche l’occasione per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il nostro imperativo è: meno auto e più trasporto pubblico.

7. Tasse e tariffe

La pressione fiscale del nostro Comune ha raggiunto livelli moto alti nel corso degli ultimi anni, a fronte di servizi spesso inadeguati.

Basti pensare che dal 2012 al 2013 sulle tre principali imposte si sono registrati i seguenti incrementi:

IMU prima casa: dallo 0,5% allo 0,6%;

IMU altri immobili: 1,06%.

Addizionale IRPEF: dallo 0,7% allo 0,8%.

TIA /TARES: da 197,46 pro capite a 203,45 con un incremento, rispetto al 2009 di circa 42,00 euro pro capite.

A ciò si aggiunge l’aumento delle tariffe del servizio di trasporto pubblico e del servizio idrico, l’istituzione della tassa di soggiorno, ecc..

Pur consapevoli delle difficoltà finanziarie legate anche alle politiche statali, riteniamo, tuttavia, che gli aumenti non siano stati accompagnati da un miglioramento dei servizi.

Per questo motivo il nostro impegno sarà diretto in parte alla riduzione della tassazione e per quanto possibile all’adeguamento dei servizi.

8. Commercio
Il settore del commercio rappresenta un segmento importante per l’economia di Perugia. Negli ultimi anni, tuttavia, lo sviluppo indiscriminato della grande distribuzione ha minato il tessuto tradizionale che rappresenta, in alcuni segmenti, una vera eccellenza.

Si rende necessario quindi elaborare un piano in grado di creare un commercio sostenibile e di qualità, che possa garantire occupazione stabile e qualificata.

Sostenere le attività economiche legate alla qualità del territorio, quali l’artigianato, i prodotti agricoli e la loro trasformazione, il turismo e la ristorazione sarà una priorità della nostra azione. Dovranno essere incentivati i mercati rionali e la vendita di prodotti a km 0.

I grandi insediamenti commerciali potranno, invece, rappresentare una risorsa se ubicati in zone idonee, in modo da consentire anche la riqualificazione di distretti industriali dismessi.

Qualunque iniziativa destinata, invece, a incidere su terreni agricoli di pregio o a provocare ulteriore consumo di suolo, incontrerà una ferma opposizione.

É chiaro che un sano commercio, inserito in un solido tessuto sociale, sarebbe un volano anche per l’incremento occupazionale.[/toggle]

9. Qualita’ della vita e coesione sociale

La crisi economica ha determinato anche nella nostra città nuove sacche di povertà e di disagio sociale. In questo scenario nessuno può essere lasciato solo. É necessario adottare politiche in grado di sostenere tutte le fasce d’età nelle loro diverse specificità. Bambini, ragazzi, famiglie ed anziani dovranno poter contare sull’ausilio del Comune.

I problemi principali possono essere identificati nella mancanza di tempo, nel disagio economico, nella solitudine o nella non autosufficienza.

Al di là delle specifiche azioni di assistenza da programmare all’interno dei piani d’ambito o affidate alla cura del servizio sanitario, il terzo settore ed il volontariato dovranno avere un ruolo centrale nella creazione di una Città solidale.

Le nostre proposte sono:

- previsione di risorse per l’implementazione degli asili nido e delle scuole dell’infanzia comunali;

- incentivazione di centri sociali polivalenti per giovani e anziani, all’interno dei quali svolgere sia attività ludiche che formative, anche mediante scambi intergenerazionali;

- estensione dell’orario di apertura degli edifici scolastici per sostenere le attività di quartiere: volontariato, cultura, sport, mutua assistenza;

- previsione di forme dirette di interazione con il mondo imprenditoriale, affinché si possa creare un sistema di domanda ed offerta teso all’incremento dell’occupazione;

- redigere (e rendere subito pubblica) una mappa di tutte le barriere esistenti negli spazi di pubblica frequentazione: architettoniche, percettive, linguistiche, provvedendo alla verifica delle misure adottate dopo la mappatura. Con riferimento specifico alle barriere architettoniche, bisogna intervenire immediatamente per sanare le situazioni di disagio diffuse in Città a cominciare dallo stato di degrado in cui versa la Stazione di Fontivegge che costituisce la porta della città per tutte le persone che giungono a Perugia via treno.

L’azione del Comune riguarderà anche interventi diretti a favore della famiglia, quale nucleo fondante della società, nel solco di quanto stabilito dalla legge regionale n. 13 del 2010. Su questo versante è nostra intenzione incentivare e potenziare la collaborazione con le reti dell’associazionismo familiare.

Particolare attenzione verrà dedicata alle tematiche legate alla riduzione dei danni relativi all’assunzione di sostanze stupefacente ed alla prostituzione.

A tal fine verranno avviate iniziative tese al potenziamento delle strutture di intervento di bassa soglia cioè quei servizi di prevenzione sugli effetti e sui rischi legati al consumo di droghe attraverso il contatto diretto con i consumatori di droghe proibite. Occorrerà prevedere una rete di protezione sanitaria oltre ad un incremento delle unità di strada attualmente presenti sul territorio, debitamente attrezzate al fine di prevenire situazioni di overdose.

Bisognerà potenziare l’unità di strada di assistenza delle prostitute sviluppando anche gli attuali progetti contro la tratta e il traffico di esseri umani.

Infine, i servizi del centro antiviolenza dovranno essere estesi anche alla violenza e alla discriminazione omofobica e transfobica.

Per raggiungere condizioni di legalità, occorre partire dal riconoscimento che anche Perugia è ormai una realtà, dove convivono etnie e nazionalità diverse. Le statistiche più recenti pongono a ben 18.500 gli stranieri residenti nel Comune di Perugia su una popolazione residente di 166.000 abitanti circa, circa l’11% del totale. Di questi, gli stranieri appartenenti all’Unione Europea sono circa 5500. Per i minori, la percentuale di stranieri è ancora più elevata: senza l’apporto demografico degli immigrati la città registrerebbe un declino di popolazione. Molti stranieri portano nella città competenze professionali e vocazioni imprenditoriali che sono importanti per lo sviluppo economico e sociale.

Una azione per contrastare l’immigrazione clandestina deve essere accompagnata da coerenti politiche di integrazione. E’ molto importante realizzare strutture di integrazione dei tanti stranieri presenti in città, tutelando la legalità e garantendo il diritto.

E’ importante promuovere manifestazioni di incontro tra le varie culture, anche utilizzando le strutture decentrate dell’amministrazione come i CVA, al fine di non isolare i vari gruppi etnici e nazionali, presenti in numero elevato sul territorio comunale. Occorre una formazione improntata sia all’apprendimento della lingua italiana, sia a una condivisione di valori culturali, sociali e civili (come rappresentati nella Carta dei Valori della Cittadinanza e dell’integrazione adottata dal governo italiano).

Occorre un impegno reciproco di diritti e di doveri, ma anche spazi di integrazione reali, spazi di incontro sociali e culturali per migliorare l’accoglienza e il dialogo. A questo scopo l’amministrazione comunale deve lavorare in sinergia con il settore privato e con il Terzo settore, per garantire il massimo sforzo nella politica di accoglienza.

10. Sport
Lo sport rappresenta un settore importante della nostra Città ed interessa la popolazione in maniera diffusa e trasversale.

Molte sono le discipline praticate nelle nostre palestre, dove si stanno registrando anche punte di eccellenza.

E’ compito, dunque, dell’Amministrazione incentivare la cultura e la pratica sportiva, sia sotto il profilo del benessere e della socializzazione, che sotto quello del risultato.

A tale riguardo, le nostre proposte saranno:

- una forte integrazione tra società sportive e scuole (di ogni ordine e grado) per avviare bambine e bambini verso le più disparate discipline, cominciando a praticarle proprio in orario scolastico;

- la sperimentazione di servizi di taxi collettivo per l’accompagnamento (e il ritorno) di ragazzi e ragazze dalle proprie abitazioni agli impianti frequentati;

- programmi di avviamento allo sport destinati, prioritariamente, alle fasce più deboli, con particolare riferimento ad anziani e disabili;

- accordi con CONI, Scuole e Università per favorire la pratica sportiva degli studenti anche a livello agonistico, ma tale che possa consentire agli atleti di proseguire il percorso di studi intrapreso;

- organizzazione di eventi ludico culturali nei parchi dimenticati di Perugia e della periferia per

riportare i cittadini a riprendere possesso delle zone più degradate.

- realizzazione della piscina olimpionica coperta necessaria per la crescita e lo sviluppo del nuoto, nuoto sincronizzato e della pallanuoto.